Un giorno, un abitante trovò in mare una cassetta, la raccolse, la portò a riva e l'aprì. Vide che conteneva la statuetta di un Santo che aveva scritto sotto: "San Saba". Della statuetta si persero le tracce e si racconta che forse sarà stata spedita a Roma per poter essere ricostruita in versione più grande.
A questo ritrovamento, secondo le testimonianze raccolte, sembra risalga la decisione da parte degli abitanti, di chiamare il villaggio con questo nome, eleggendo il Santo a Patrono.
Questo avvenimento può essere collocato nella seconda metà dell'Ottocento e, considerando le notizie sui pirati che nel '500 seminarono il terrore lungo le coste tirreniche, si può dedurre che solo nei secoli successivi, questi luoghi marittimi cominciarono ad essere abitati stabilmente da gente che, volendo sfruttare questo mare, allora molto pescoso, venne a stabilirsi, trasferendosi dalle zone collinari come Castanea, Faro o Salice.
A conferma di tali supposizioni, nel documento del sacerdote Padre Leonardo Principato, è riportato un brano del manoscritto del sacerdote Padre Domenico Alessi, che scriveva così: "La sera del 3 ottobre 1810 venne dalla Marina dello Giudeo, Pietro Denaro per avvisare a questo pubblico che nel mare (Tirreno) vi era un lancione carico di uomini il quale fece mostra di diverse bandiere e specialmente della Francia"...
Le parole "Marina dello Giudeo", che indicano appunto il torrente Giudeo, dal quale si risaliva a piedi verso Castanea (al tempo del fascismo venne costruita una mulattiera) e la data, 1810, provano che tali deduzioni potrebbero essere corrette e cioè che il villaggio sia sorto successivamente a questa data, prendendo il nome attuale di San Saba, verso la seconda metà dell'Ottocento.
Inoltre, sulla base delle notizie tratte da fonti scritte "Beni Culturali", San Saba rimase una delle contrade del territorio di Castanea fino alla metà circa del Novecento, quando divenne villaggio in seguito all'esplosione edilizia del dopoguerra, dovuta alla scoperta turistica delle colline e delle spiagge e al concomitante diffuso benessere che ha portato molti a desiderare e a costruirsi la seconda casa.

