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San Saba (o Santo Saba), paese marinaro di Messina
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Il Santo protettore del villaggio:
San Saba Abate (439-532 d.C.)


San Saba Abate
Saba è il fondatore della cosiddetta Grande Laura a ridosso della valle del Cedron, alle porte di Gerusalemme. Nato a Mutalasca, vicino a Cesarea di Cappadocia, nel 439, dopo aver trascorso alcuni anni nel monastero del suo paese, nel 457 passò in quello gerosolimitano fondato da Passarione, che non trovò tuttavia confacente alle sue aspirazioni. Ma al contrario di molti monaci «girovaghi» che abbandonavano il loro convento per correre nelle grandi città, a condurvi non sempre vita edificante, Saba, desideroso di solitudine, durante un soggiorno ad Alessandria chiese ed ottenne il permesso di ritirarsi in una grotta, con l'impegno di tornare tutti i sabati e le domeniche a far vita comune nel monastero. La statua del Santo posta nella parrocchia del villaggio San SabaCinque anni più tardi, nel 478, tornato a Gerusalemme, fissò il suo domicilio nella valle del Cedron, in una grotta impervia, che raggiungeva per mezzo di una scaletta fatta con funi. Quella scaletta, a quanto sembra, rivelò il suo nascondiglio ad altri monaci desiderosi come lui di solitudine e in breve tempo, come in un grande alveare, quelle grotte bugnate nella parete rocciosa si popolarono di solitari ma non oziosi abitatori. Nasceva così la Grande Laura, cioè uno dei più originali monasteri dell'antichità cristiana. Saba, con grande pazienza e al tempo stesso con indiscussa autorità, governò quel crescente esercito di eremiti organizzandoli secondo le regole di vita cenobìtica già fissate da S. Pacomio, un secolo prima. Perché la guida del santo abate avesse un punto di riferimento nell'autorità del vescovo, il patriarca di Gerusalemme lo ordinò sacerdote nel 491. Saba, nonostante la predilezione per l'assoluto isolamento dal mondo, non si sottrasse ai suoi impegni sacerdotali. Fondò altri monasteri, tra i quali uno ad Emmaus, e prese parte attiva nella lotta contro l'eresia dei monofisiti, arrivando al punto di mobilitare i suoi monaci in una spedizione per opporsi all'insediamento di un vescovo eretico, inviato a Gerusalemme dall'imperatore Anastasio. Davanti all'imperatore di Costantinopoli, S. Saba inscenò una vera rappresentazione di mimi per mostrare con l'evidenza dell'immagine coreografica le tristi condizioni del popolo palestinese vessato da esose tasse, e una in particolare, corrispondente all'IVA, che colpiva tutti i piccoli commercianti. Quando morì, il 5 dicembre 532, l'intera regione volle onorarlo con splendidi funerali. A Roma nella metà del VII secolo sorsero sull'Aventino, per opera di monaci greci, un monastero e una basilica a lui dedicati, che danno il nome all'intero quartiere. Unico riferimento ad una sua reliquia insigne a Roma è riportata dal Terribilini. In una sua annotazione cita il ritrovamento, avvenuto nel 1575, del capo di S. Saba e delle reliquie di S. Anastasia in due scatole di piombo poste nella cripta della chiesa. Gli stessi monaci greci, stanziati intorno alle campagne dell'Appennino Peloritano, poco più tardi importarono e diffusero il suo culto nelle limitrofe località del messinese. Da quel momento ed ancor oggi il Santo di Mutalasca divenne il protettore del villaggio, che da lui prese anche il nome. Nella piccola parrocchia del paese, San Saba viene commemorato ogni 5 dicembre e, come da tradizione, a lui viene dedicata una spettacolare festa popolare nella terza settimana di agosto.
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